ANDREA SACCOZZA
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Sapevo che il mio Peter non stava bene, ma difronte ad un verdetto definitivo (dato dal suo veterinario abituale) si cerca sempre uno spiraglio di speranza. Ci siamo così rivolti alla dottoressa Rambaldi per un consulto. Dura e staccata negli atteggiamenti, ritiene necessario di fare una serie di esami per valutare la situazione di Peter; stiamo parlando di 1,8 kg di tenerezza. Dopo aver analizzato l'esito , decide di ricoverare Peter per la gravità della situazione. Il giorno dopo Peter appariva più vispo (forse anche per le terapie intraprese dalla dottoressa), felice nel vedermi e pronto in piedi per tornare a casa, ma la dottoressa, con la suo freddo atteggiamento , affermava di non poterlo dimettere in quanto ancora in prognosi riservata. Dopo altri 4 giorni di terapia ricevo un sms dove mi viene comunicato di andare a riprendere Peter il giorno seguente. Quando mi ha accompagnato a prelevarlo dalla gabbia, l'ho trovato raggomitolato in un angolino, triste e infreddolito; faccio presente che nello sgabuzzino, adibito a stanza degenza, c'erano sia coperte che una lampada per riscaldarlo, ma molto probabilmente la dottoressa non riteneva il mio piccolo Peter degno di tali attenzioni. Convinto di trovarlo in migliori condizioni di quando l'avevo lasciato, lo trovo che non era in grado di reggersi in piedi e le sue condizioni molto più precarie. Nonostante il mio stupore nel trovarlo in quella situazione , la dottoressa si preoccupava di farmi notare di aver dovuto buttare un cuscino e tagliare due maniche di un camice usa e getta per fare a Peter dei vestitini di fortuna a causa del fatto che muovendosi a fatica si faceva la pipì addosso. Lì per lì non sono riuscito a ribattere perché ero felice di rivederlo e di poterlo portare a casa, ma soprattutto stupidamente illuso che il mio Peter potesse riprendersi. Faccio notare inoltre, che la dottoressa ha cambiato atteggiamento, dimostrandosi all'improvviso affabile e cordiale, come dovrebbe essere sempre una persona che sceglie di lavorare in quell'ambito; tale comportamento mi è sembrato costruito, presumo, per addolcirmi la fattura di € 507 per le terapie e degenza di 5 giorni, immediatamente pagata. Mi è stata consegnata inoltre una ricetta infinita di medicinali prontamente presi alla croce azzurra di Vicenza in modo da poter immediatamente iniziare le terapie riabilitative (€170,00)
PETER CI HA LASCIATO 13 ORE DOPO.
Ritengo di essere stato inutilmente illuso quando la dottoressa mi ha consegnato la terapia farmacologica, fissando inoltre il prossimo appuntamento per un controllo dopo una settimana.
Doveva dirmi onestamente che non si poteva fare più nulla all'esito degli esami.
Avremmo potuto coccolarlo per i suoi ultimi giorni, evitandogli così sofferenze inutili a lui e speranze a noi.
Una freddezza e un’arroganza inspiegabili.
Scelta peggiore non potevo fare.
SCUSAMI TANTO PETER.